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Staccando l’ombra da terra. San Daniele, stilita a Bisanzio.

Data:

05/03/2019


Staccando l’ombra da terra. San Daniele, stilita a Bisanzio.

Nella tarda antichità si sviluppò una particolare forma di ascesi che consisteva nello stare immobili in cima a una colonna. I monaci che si dedicavano a questa pratica sono chiamati stiliti, da stylos, in greco “colonna”. Daniele, uno tra i più importanti santi stiliti, vissuto nel corso del 5° secolo su una colonna nei pressi di Costantinopoli, raggiunse una popolarità e un’autorevolezza tali da essere considerato una sorta di patrono della città. Diversamente dal suo ispiratore, il monaco Simeone stilita il Vecchio, che elesse l’arido deserto a scenario della sua ascesi, Daniele, preferì il più ridente scenario del Bosforo. La Vita a lui dedicata ci informa che divenne un punto di riferimento per i cittadini di Bisanzio e che gli imperatori, Leone I e Zenone, lo tennero nella più alta considerazione, al punto di ricorre ai suoi consigli anche in questioni di politica interna ed estera. Il quarto incontro del ciclo Vite vissute pericolosamente, è dedicato a Daniele stilita che consoceremo più da vicino grazie alla trattazione che ne daranno le prof.sse Laura Franco e Silvia Pedone.

Laura Franco illustrerà la figura di Daniele stilita e ne ripercorrerà la vita, illuminandone i momenti salienti nel più ampio contesto della spiritualità e della politica bizantina. Le descrizioni testuali e il dibattito storiografico saranno invece al centro della relazione di Silvia Pedone che esplorerà il caso in confronto alle numerose testimonianze e ai resti archeologici di stiliti, noti e ignoti, della provincia siriana e mesopotamica. Del resto, la presenza degli stiliti a Bisanzio non si limita all’età tardoantica, ma continua a fiorire ancora nel X-XI secolo, mantenendo viva una pratica che in altre aree geografiche tende invece gradualmente a scomparire. Attraverso l’analisi della singolare iconografia che identifica gli stiliti, si cercherà poi di visualizzare l’immagine di tali agonisti della fede, che per il loro ardire hanno colpito non solo l’immaginario dei loro contemporanei, ma anche quello del lettore moderno.

Teatro della Casa d’Italia

5 marzo, 19:00

Laura Franco (Research Associate, Royal Holloway University of London)
Tra terra e cielo. Vita di Daniele stilita

Silvia Pedone (Università della Tuscia / Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Roma)
Vite in bilico. I santi stiliti tra iconografia, topografia e archeologia

Formatasi in Italia e in Inghilterra, dove ha conseguito un PhD in filologia bizantina, Laura Franco ha fatto dell’agiografia bizantina il suo principale territorio d’indagine. Si è occupata del Menologio di Simeone Metafrasta (11° sec) e delle Vite di alcune sante bizantine, di cui ha curato l’edizione italiana (Cinque sante bizantine, Milano 2017). Altri filoni di ricerca sono l’età costantiniana (ha curato la Vita di Costantino di Eusebio di Cesarea per la BUR) e la poesia di Nonno di Panopoli (attualmente sta lavorando a una monografia sulla Parafrasi del Vangelo di Giovanni, insieme a Maria Ypsilanti).

Silvia Pedone si è laureata in Storia dell’arte bizantina presso la Sapienza Università di Roma. In seguito ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l’Università di Roma Tor Vergata con una tesi sui disegni inediti dei monumenti bizantini di Costantinopoli dell’architetto e archeologo francese Charles F.-M. Texier (1802-1871). Ha poi vinto due assegni di ricerca post-doc: uno presso l’Università del Salento – per lo studio della scultura del S. Filippo di Hierapolis – e un secondo assegno svolto presso la Koç University – Stavros Niarchos Foundation (Gabam) di Istanbul. Ha discusso un secondo dottorato presso la Sapienza sul tema del Colore nella scultura bizantina e ha svolto diverse ricerche all’estero finanziate dal Ministero degli Esteri (MAE) e dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR). Ha insegnato come professore a contratto Storia dell’arte Medievale e Bizantina presso l’Università di Urbino “Carlo Bo” e attualmente svolge lo stesso ruolo presso l’Università della Tuscia.

Fa parte del direttivo dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini e è tra i fondatori dell’Associazione Visual Studies Rome Network, che collabora con gli istituti scientifici stranieri a Roma.

Ha pubblicato, insieme a V. Cantone, Phantazontes. Visioni dell’Arte Bizantina, con prefazione di Herbert L. Kessler (Padova 2013), ha curato i volumi di scritti in onore di Claudia Barsanti e di Alessandra Guiglia. Sono in uscita due monografie dedicate ai temi dei suoi dottorati e pubblica regolarmente in riviste scientifiche di storia dell’arte e archeologia. I suoi principali ambiti d’indagine riguardano i problemi legati alla storia e percezione del fenomeno artistico a Bisanzio; il tema del colore nell’arte bizantina; la topografia di Costantinopoli e dei suoi monumenti nella documentazione dei viaggiatori dell’età moderna.

Dal 2000 lavora presso il MiBACT, nella sede delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, dove collabora alla realizzazione di diversi progetti di carattere scientifico, espositivo e didattico.

Traduzione simultanea.

Informazioni

Data: Mar 5 Mar 2019

Orario: Dalle 19:00 alle 21:00

Ingresso : Libero


Luogo:

Sala teatro Casa d'Italia

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